Loading

Presentazione filosofia produttiva.


Alla ricerca della ecocompatibilità

Faccio una piccola premessa in merito alla nostra attività.

Siamo una piccola azienda a conduzione familiare, possediamo circa 6 ettari vitati e gli stessi li consideriamo un giardino vedre dove ogni piccolo movimento viene seguito. Siamo produttori di vino da 5 generazioni e sapienti mani gestiscono le viti nel rispetto dell’ambiente e nel rispetto della piccola fauna presente. Prepotto, beh, che dire su Prepotto; è una bellissima oasi a confine tra la Slovenia e il Collio dove il microclima ventilato e le temperature moderate ma fresche riescono a garantire quella tipicità e speziature tipiche dei vini autoctoni.

Per semplificare un po la nostra filosofia ho pensato di sintetizzare tutto con degli step, piccoli punti fondamentali per sottolineare la nostra diversità nel gestire, dalla campagna al prodotto finito, il vino.

Tutto parte dalla campagna, da sempre abbiamo creduto alla produzione di un prodotto come una volta, ossia mantenedno le tradizioni di un tempo per non perdere tipicità e non buttare via i numerosi sacrifici cha i nostri avi hanno tramandato in noi. Per prima cosa la gestione del verde viene eseguita completamente a mano mediante estirpo delle infestanti e non mediante composizioni chimiche come (diserbanti, essicanti ecc) che sicuramente semplificano l’operato ma rendono assai devastante il loro risultato sulla piccola fauna presente, inquinando le falde e facendo assorbire parte dei principi attivi alla piante stesse. Non abbiamo mai condiviso l’utilizzazione di questi componenti, ma nemmeno la concimazione chimica viene efffettuata, poiché grazie ad analisi del terreno Prepotto (o meglio parte della nopstra zona) vanta di un terreno assai ricco di nutrienti e humus già disponibile. A compensare le richieste delle piante, effettuiamo delle trinciature interfila e sottofila riequilibrando gli assorbimenti della parte nutriizionale, ma non è finita qui. Seguiamo molto la parte qualitativa della vite, rispettando i carichi di uva per ceppo, avendo persino diminuito le rese della metà (da 120 q/ha a 40/50 q/ha). Non sfruttiamo mai la produzione dalla vite, facendo ciò riesce in ogni modo a gestirsi nella maniera piu assoluta , sia nei periodi idrici scarsi che no, oppure nei periodi siccitosi. Siamo ad agricoltura ecocompatibile da sempre, agiamo nel rispetto del ecosistema usando agenti chimici per curare peronospora e oidio (i principali patogeni della vite) mediante solo rame e zolfo, ma ci stiamo preparando ad usare nuovi agenti prodotti con alghe e non prodotti di sintesi (ma diciamo il vero, la gestione risulterebbe ardua , ma ci proveremo!!!). Per le soluzione dei coformulati e principi attivi durante i trattamenti usiamo circa un terzo in meno di acqua dando così la stessa concentrazione con un volume di assai lunga minore, questo per evitare gocciolamenti e sprechi dei principi attivi risparmiando non di poco i consumi. Circolando anche con serbatoi assai piu leggeri che incidono comunque sul consumo di carburante durante i trattamenti in vigneti e spostamenti stradali. Per dimostrare la nostra salubrità nell’esecuzione delle lavorazioni e nell’attenzione dell ecosistema, possiamo rendere noto che nei nostri vigneti sono ancora presenti uccelli e piccoli volatili che scelgono come habitat ideale per fare e deporre le uova , i ceppi delle viti, difatti molto spesso mentre curiamo il verde e defogliamo, si notano queste piccole uova oppure gusci appena schiusi, una bellissima dimostrazione di ecosostenibilità rendersi conto che la natura viene rispettata. Non solo tra le foglie e il verde, ma anche nel suolo, mentre si scavano i buchi a vanga, per la dimora delle barbatelle, si notano insetti come lombrichi scarabei, e larve di maggiolino che si muovono liberamente fuoriuscendo da una fetta di terra sezionata.
Lavorando un po in economia e nel rispetto ove possibile della natura. La rintracciabilità del prodotto è completamente dimostrata, all’Antico Broilo non acino d’uva entra se non dalle nostra cassette e vigneti, ovvio. Le vendemmie sono pienamente gestite solo da sapiente mani, dove noi seguiamo passo passo l’arrivo dell’uva in cantina, spiegando già in principio ai vendemmiatori le nostre esigenze qualitative, e le differenza si nota non solo nel bicchiere. Entrata in cantina l’uva non subisce tratrtamenti chimici, per quello agiamo sempre e solo sull utilizzazione pura e naturale dei lieviti già presenti sulla buccia dell’ uva. Curiamo molto anche l’utilizzazione delle macchine pompanti, usandole solo nel necessario, poiché buona parte dei travasi viene fatta a caduta per controllare un po anche gli sprechi energetici. La cantina è la culla dei nostri vinie dividiamo due zone, una per l’affinamentoe e una per la vinificazione. Anche qui si può notare la volontà di rispettare l’ambiente avendo scelto di utilizzare detergenti ecosostenibile e biodegradabili sino al 90% (come la soda, e trattamenti enzimatici che velocizzano lo smaltimento). Durante le sanificazioni delle vasche di vinificazione le acque reflue non vengono gettate ma riutilizzate dopo averle rigenerate risparmiando anche il 20% di consumi in un anno. Non solo i contenitori di vinificazione vengono lavati, ma anche i barrique e tonneau vengono risciaquati a caldo permettendo così l’utilizzazione piu a lungo termine dei legni. Abbiamo scelto anche l’utilizzazione di dogne piu fine rispetto al normale, per sopperire all utilizzazione e consumo degli alberi. Ci stiamo adeguando per far riutilizzare le dognhe delle barrique per utilizzarle come composizione aritstiche, sedie; una ditta sta proponendo palchetti in legno di acacia proveniente dalle botti ( bellissima idea, si sta diffondendo.)

Punto finale è l’imbottigliamento e il vino finito. Dopo aver trattato la produzione e la vinificazione senza l’addizione di chimica, producendo un vino assai naturale, si è arrivati al momento dell’imbottigliamento. I materiali che usiamo sono vengono scelti e ritaglaiti su misura alle nostre esigenze, per sopperire agli sprechi . La bottiglia, usiamo per esempio bottiglia con foro interno da 15.5 mm a differenza delle classiche 17.5, e con un peso vetro inferiore circa 550 grammi, questi dati sembrano nulla, ma vedendo che per due millimetri del collo influiscono sempre sulla produzione dei tappi che a sua volta sono stati scelti i 25*44mm molto piu stretti e corti pel solito avendo uno scambio gassoso pressochè medesimo dei tradizionali. La materia tappi è molto delicata, essendo oltre al vetro (pressochè strerile) l’unico materiale estraneo a contatto con il vino. Ovviamente sbagliando tappo o risparmiando come prezzo si cadrebbe in un girone assai infausto, qui la copertura deve essere eccelsa, e come nostra scelta habbiamo aderito all’utilizzazione di tappi ad agricoltura naturale senza trattamento sbiancante e senza l’utilizzazione di perossidi. quindi, tappo intero, naturale con marchio a fuoco, semplice naturale ed idoneo per la nostra scelta filosofica. Per sopperire ai notevoli inquinamenti della massa, nel nostro piccolo abbiamo scelto di usare una piccola linea di imbottigliamento, rendendoci così autonomi eliminando così le ore di consumi energetici o generatori a gasolio, accesi per ore se non per giorni durante gli imbottigliamenti. Una volta messo in bottiglia il vino racchiude semplicemente la materia fondamentale, ossia uva, ebbene si; produciamo vino in maniera conservativa aggiungendo assai nulla, definendolo un vino puro e naturale. Qui la chimica non entra, tutte le nostre lavorazione sono nel rispetto del consumatore, avendo limiti si SO2 (solforosa) assai limitate, ottenendo così vini assai caratteristici e che esprimono tipicità senza snaturare il territorio. Non acidi, solfuri, stabilizzanti nel nostro vino, solo uva colta da sapienti mani e un affinamento in barrique per farlo riposare sulle proprie fecce. La ricerca dell’ ecosostenibilità prosegue anche alla ricerca di un ‘’packaging’’ alternativo, il colore è semplice ma parte proviene da materiali riciclati ed inoltre gli spessori per l’utilizzazione della carta sono stati rivisitati diminuendo le dimensioni d’ingombro. Anche in azienda si fa il possibile per gestire la raccolta differenziata, aderendo alla raccolta collettiva con aziende di Prepotto. A breve in consiglio si starà per promuovere l’utilizzazione di un’iniziativa dal nome Salviamo il Tappo finalizzata alla raccolta e la riutilizzazione dei tappi usati, producendo materiali e pareti di precompresso o per produrre isolanti acustici. Vedremo in proseguo.